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ROMANO STEFANELLI
predilige il nudo, la ritrattistica, i paesaggi, le vedute cittadine e le nature morte.
Allievo di Pietro Annigoni fino all’età di 17 anni, ha una visione artistica tradizionalista, che scaturisce dalla medesima temperie che investe il suo maestro e i fratelli Bueno, nonché Sciltian (tutti firmatari del Manifesto dei Pittori della Realtà).
Molte opere figurano in collezioni private e pubbliche e sono oggetto di numerose mostre, tra cui: 1978, “I luoghi, le cose”, Milano, Galleria Comanducci; 1988, “Stefanelli”, Modena, Galleria Ducale (notevole per il cospicuo nucleo di predilige il nudo, la ritrattistica, i paesaggi, le vedute cittadine e le nature morte.
Allievo di Pietro Annigoni fino all’età di 17 anni, ha una visione artistica tradizionalista, che scaturisce dalla medesima temperie che investe il suo maestro e i fratelli Bueno, nonché Sciltian (tutti firmatari del Manifesto dei Pittori della Realtà).
Molte opere figurano in collezioni private e pubbliche e sono oggetto di numerose mostre, tra cui: 1978, “I luoghi, le cose”, Milano, Galleria Comanducci; 1988, “Stefanelli”, Modena, Galleria Ducale (notevole per il cospicuo nucleo di testi pittorici e disegnativi, nonché l’interessante cartella di 12 litografie della Versilia datate 1978); 1996, “Romano Stefanelli 1966 – 1996, dipinti, disegni, sculture, gioielli”, Firenze, Galleria Turelli, Pistoia – Montecatini Terme; 1998 “Stefanelli – Dipinti per affreschi – Sculture”, Galleria Pananti, Firenze. Va inoltre citata la feconda attività per la committenza religiosa, assolta in diverse località italiane. Al proposito appaiono particolarmente rappresentativi i dipinti del coro dell’Abbazia di Montecassino (1979-1982), il vasto ciclo a fresco nelle pareti laterali di Santa Maria Assunta in Quarrata (1984-1994) – e, ancora, nel suddetto tempio dpredilige il nudo, la ritrattistica, i paesaggi, le vedute cittadine e le nature morte.
Allievo di Pietro Annigoni fino all’età di 17 anni, ha una visione artistica tradizionalista, che scaturisce dalla medesima temperie che investe il suo maestro e i fratelli Bueno, nonché Sciltian (tutti firmatari del Manifesto dei Pittori della Realtà).
Molte opere figurano in collezioni private e pubbliche e sono oggetto di numerose mostre, tra cui: 1978, “I luoghi, le cose”, Milano, Galleria Comanducci; 1988, “Stefanelli”, Modena, Galleria Ducale (notevole per il cospicuo nucleo di testi pittorici e disegnativi, nonché l’interessante cartella di 12 litografie della Versilia datate 1978); 1996, “Romano Stefanelli 1966 – 1996, dipinti, disegni, sculture, gioielli”, Firenze, Galleria Turelli, Pistoia – Montecatini Terme; 1998 “Stefanelli – Dipinti per affreschi – Sculture”, Galleria Pananti, Firenze. Va inoltre citata la feconda attività per la committenza religiosa, assolta in diverse località italiane. Al proposito appaiono particolarmente rappresentativi i dipinti del coro dell’Abbazia di Montecassino (1979-1982), il vasto ciclo a fresco nelle pareti laterali di Santa Maria Assunta in Quarrata (1984-1994) – e, ancora, nel suddetto tempio di Montecassino. Testimonianze che, assieme alla precedente pala d’altare per la Chiesa di San Marco a Firenze, avallano la versatilità dell’artista, in grado di spaziare dai soggetti sacri ai profani mantenendo coerenti risultati formali.i Montecassino. Testimonianze che, assieme alla precedente pala d’altare per la Chiesa di San Marco a Firenze, avallano la versatilità dell’artista, in grado di spaziare dai soggetti sacri ai profani mantenendo coerenti risultati formali.Nasce a Firenze nel 1931. Pittore, scultore, esperto litografo e incisore, predilige il nudo, la ritrattistica, i paesaggi, le vedute cittadine e le nature morte.
Allievo di Pietro Annigoni fino all’età di 17 anni, ha una visione artistica tradizionalista, che scaturisce dalla medesima temperie che investe il suo maestro e i fratelli Bueno, nonché Sciltian (tutti firmatari del Manifesto dei Pittori della Realtà).
Molte opere figurano in collezioni private e pubbliche e sono oggetto di numerose mostre, tra cui: 1978, “I luoghi, le cose”, Milano, Galleria Comanducci; 1988, “Stefanelli”, Modena, Galleria Ducale (notevole per il cospicuo nucleo di testi pittorici e disegnativi, nonché l’interessante cartella di 12 litografie della Versilia datate 1978); 1996, “Romano Stefanelli 1966 – 1996, dipinti, disegni, sculture, gioielli”, Firenze, Galleria Turelli, Pistoia – Montecatini Terme; 1998 “Stefanelli – Dipinti per affreschi – Sculture”, Galleria Pananti, Firenze. Va inoltre citata la feconda attività per la committenza religiosa, assolta in diverse località italiane. Al proposito appaiono particolarmente rappresentativi i dipinti del coro dell’Abbazia di MontNasce a Firenze nel 1931. Pittore, scultore, esperto litografo e incisore, predilige il nudo, la ritrattistica, i paesaggi, le vedute cittadine e le nature morte.
Allievo di Pietro Annigoni fino all’età di 17 anni, ha una visione artistica tradizionalista, che scaturisce dalla medesima temperie che investe il suo maestro e i fratelli Bueno, nonché Sciltian (tutti firmatari del Manifesto dei Pittori della Realtà).
Molte opere figurano in collezioni private e pubbliche e sono oggetto di numerose mostre, tra cui: 1978, “I luoghi, le cose”, Milano, Galleria Comanducci; 1988, “Stefanelli”, Modena, Galleria Ducale (notevole per il cospicuo nucleo di testi pittorici e disegnativi, nonché l’interessante cartella di 12 litografie della Versilia datate 1978); 1996, “Romano Stefanelli 1966 – 1996, dipinti, disegni, sculture, gioielli”, Firenze, Galleria Turelli, Pistoia – Montecatini Terme; 1998 “Stefanelli – Dipinti per affreschi – Sculture”, Galleria Pananti, Firenze. Va inoltre citata la feconda attività per la committenza religiosa, assolta in diverse località italiane. Al proposito appaiono particolarmente rappresentativi i dipinti del coro dell’Abbazia di Montecassino (1979-1982), il vasto ciclo a fresco nelle pareti laterali di Santa Maria Assunta in Quarrata (1984-1994) – e, ancora, nel suddetto tempio di Montecassino. Testimonianze che, assieme alla precedente pala d’altare per la Chiesa di San Marco a Firenze, avallano la versatilità dell’artista, in grado di spaziare dai soggetti sacri ai profani mantenendo coerenti risultati formali.ecassino (1979-1982), il vasto ciclo a fresco nelle pareti laterali di Santa Maria Assunta in Quarrata (1984-1994) – e, ancora, nel suddetto tempio di Montecassino. Testimonianze che, assieme alla precedente pala d’altare per la Chiesa di San Marco a Firenze, avallano la versatilità dell’artista, in grado di spaziare dai soggetti sacri ai profani mantenendo coerenti risultati formali.Nasce a Firenze nel 1931. Pittore, scultore, esperto litografo e incisore, predilige il nudo, la ritrattistica, i paesaggi, le vedute cittadine e le nature morte.
Allievo di Pietro Annigoni fino all’età di 17 anni, ha una visione artistica tradizionalista, che scaturisce dalla medesima temperie che investe il suo maestro e i fratelli Bueno, nonché Sciltian (tutti firmatari del Manifesto dei Pittori della Realtà).
Molte opere figurano in collezioni private e pubbliche e sono oggetto di numerose mostre, tra cui: 1978, “I luoghi, le cose”, Milano, Galleria Comanducci; 1988, “Stefanelli”, Modena, Galleria Ducale (notevole per il cospicuo nucleo di testi pittorici e disegnativi, nonché l’interessante cartella di 12 litografie della Versilia datate 1978); 1996, “Romano Stefanelli 1966 – 1996, dipinti, disegni, sculture, gioielli”, Firenze, Galleria Turelli, Pistoia – Montecatini Terme; 1998 “Stefanelli – Dipinti per affreschi – Sculture”, Galleria Pananti, Firenze. Va inoltre citata la feconda attività per la committenza religiosa, assolta in diverse località italiane. Al proposito appaiono particolarmente rappresentativi i dipinti del coro dell’Abbazia di Montecassino (1979-1982), il vasto ciclo a fresco nelle pareti laterali di Santa Maria Assunta in Quarrata (1984-1994) – e, ancora, nel suddetto tempio di Montecassino. Testimonianze che, assieme alla precedente pala d’altare per la Chiesa di San Marco a Firenze, avallano la versatilità dell’artista, in grado di spaziare dai soggetti sacri ai profani mantenendo coerenti risultati formali.Nasce a Firenze nel 1931. Pittore, scultore, esperto litografo e incisore, predilige il nudo, la ritrattistica, i paesaggi, le vedute cittadine e le nature morte.
Allievo di Pietro Annigoni fino all’età di 17 anni, ha una visione artistica tradizionalista, che scaturisce dalla medesima temperie che investe il suo maestro e i fratelli Bueno, nonché Sciltian (tutti firmatari del Manifesto dei Pittori della Realtà).
Molte opere figurano in collezioni private e pubbliche e sono oggetto di numerose mostre, tra cui: 1978, “I luoghi, le cose”, Milano, Galleria Comanducci; 1988, “Stefanelli”, Modena, Galleria Ducale (notevole per il cospicuo nucleo di testi pittorici e disegnativi, nonché l’interessante cartella di 12 litografie della Versilia datate 1978); 1996, “Romano Stefanelli 1966 – 1996, dipinti, disegni, sculture, gioielli”, Firenze, Galleria Turelli, Pistoia – Montecatini Terme; 1998 “Stefanelli – Dipinti per affreschi – Sculture”, Galleria Pananti, Firenze. Va inoltre citata la feconda attività per la committenza religiosa, assolta in diverse località italiane. Al proposito appaiono particolarmente rappresentativi i dipinti del coro dell’Abbazia di Montecassino (1979-1982), il vasto ciclo a fresco nelle pareti laterali di Santa Maria Assunta in Quarrata (1984-1994) – e, ancora, nel suddetto tempio di Montecassino. Testimonianze che, assieme alla precedente pala d’altare per la Chiesa di San Marco a Firenze, avallano la versatilità dell’artista, in grado di spaziare dai soggetti sacri ai profani mantenendo coerenti risultati formali.
Romano Stefanelli nasce nel 1931 a Firenze, dove vive e lavora in via Sant’Egidio.
La sua formazione avviene nello studio di Annigoni dove apprende le varie tecniche pittoriche e grafiche. Da questa matrice figurativa nasce la personale ricerca di un rapporto di continuità/discontinuità con i modelli della tradizione.
Artista poliedrico spazia dalle nature morte ai paesaggi, dai nudi ai ritratti, dagli affreschi alle tempere murali, dalle litografie alle incisioni, dalla scultura alla medaglistica fino alla creazione di gioielli con la tecnica dello “sbalzo e cesello”.
Ha esposto le sue opere nelle più importanti città italiane e all’estero dal 1968 anno dell’esordio alla galleria Levi di Milano. Tra gli affreschi più importanti si ricordano il soffitto del coro dell’Abbazia di Montecassino, i cicli parietali delle chiese di Santa Maria Assunta a Quarrata (Pistoia) e Santa Maria a Massarella (Firenze), singole opere nelle chiese di San Michele Arcangelo a Ponte Buggianese(Pistoia) e di Santa Maria a Torri (Firenze). Attualmente sta lavorando ad Albenga al Sacro Cuore di Gesù dopo aver completato l’affresco del Battesimo di Gesù.
In ambito grafico sono di fondamentale importanza la cartella satiricaLa Gigioneide (1965), I fantasmi di Venezia (1973), la Versilia (1977). Tra le sculture si segnalano i nudi femminili, le teste e le figure create per la Zecca di Stato.
testi pittorici e disegnativi, nonché l’interessante cartella di 12 litografie della Versilia datate 1978); 1996, “Romano Stefanelli 1966 – 1996, dipinti, disegni, sculture, gioielli”, Firenze, Galleria Turelli, Pistoia – Montecatini Terme; 1998 “Stefanelli – Dipinti per affreschi – Sculture”, Galleria Pananti, Firenze. Va inoltre citata la feconda attività per la committenza religiosa, assolta in diverse località italiane. Al proposito appaiono particolarmente rappresentativi i dipinti del coro dell’Abbazia di Montecassino (1979-1982), il vasto ciclo a fresco nelle pareti laterali di Santa Maria Assunta in Quarrata (1984-1994) – e, ancora, nel suddetto tempio di Montecassino. Testimonianze che, assieme alla precedente pala d’altare per la Chiesa di San Marco a Firenze, avallano la versatilità dell’artista, in grado di spaziare dai soggetti sacri ai profani mantenendo coerenti risultati formali.